Montessori non si smentisce mai.

Ho frequentato un liceo socio psico pedagogico e, solo dopo una laurea in psicologia, ho capito che avrei voluto insegnare… MAI DIRE MAI!

Ai tempi del liceo, la nostra classe fu portata ad una gita fuori porta che prevedeva la visita presso una scuola montessoriana…quello fu il giorno in cui me ne innamorai.

Sto cercando di far crescere Virginia nel migliore dei modi possibili, non mettendole in testa il concetto di paura, sminuendo le sue cadute, come se fosse un qualcosa di naturale e lasciandola rialzare con più forza di prima. Un’altra cosa che sto cercando di fare è comprarle giochi montessoriani, in legno o in tessuto.

Oggi voglio presentarvi la PUZZLE BALL MONTESSORIANA, completamente realizzata a mano da stelline a pois

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La sua imbottitura è di kapok, simile alla seta che si trova all’interno del frutto dell’albero Ceiba, pianta diffusa principalmente in Asia e in Africa. La fibra, costituita da filamenti cavi, è otto volte più leggera del cotone, e per questo motivo non si riesce a filare e tessere. Fornisce un’imbottitura particolarmente soffice ed elastica. E’ una fibra inoltre anallergica poiché non favorisce la proliferazione degli acari.

Si tratta di un oggetto esteticamente molto bello, ispirato ai principi montessoriani. È composta da 12 triangolini di stoffa, cuciti ed imbottiti, che formano così delle “maniglie” che permettono al bambino di afferrare e manipolare la palla, anche trasferendola da una mano all’altra, e così sviluppare la coordinazione e la forza delle mani e dei polsi.

Questa palla permette al bambino di maneggiarla già dai primi mesi di vita, rendendola facile da prendere e lanciare senza farla rimbalzare o arrivare lontano. Tutto ciò non provoca la frustrazione del piccolo causata dall’impossibilità ad arrivare lontano dalla sua portata.

Essendo realizzata a mano, potrete scegliere di averla nel vostro colore preferito, così da renderla unica per il vostro bimbo e per voi.

 

 

 

Il soggettivo senso della vita

Qualche giorno fa me ne stavo a passare 5 minuti sul mio profilo Facebook. Prima era il mio social preferito, ci entravo spesso, comunicavo virtualmente con amici che non vedevo da un po’ , poi ho capito che, chi vuole esserci, lo fa con altri mezzi, come per esempio il numero di cellulare.

Effettivamente ho sempre pensato che la vita reale sia molto più bella di quella virtuale e che il contatto fisico sia indispensabile nei rapporti

Volete paragonare un bacio inviato con un emoticon è un bacio reale con tanto di abbraccio in contemporanea?!?

Detto ciò, l’altro giorno ho letto una poesia di Bukowski che mi ha riportato di nuovo alla fortificazione dei miei pensieri riguardo l’importanza dell’esserci rispetto al senso della vita.

Vi spiego meglio: ognuno ha un suo pensiero sul senso della vita e sceglie di dedicare quest’ultima a se stesso, a qualcun altro, a un ideale, al lavoro, agli animali, insomma, ognuno di noi sceglie a chi o a cosa dare tutto se stesso.

Sono sempre stata una persona che badava più all’essere che all’apparire, all’amore più che alle avventure, ad una canzone di De Andrè o Lucio Dalla più che ad un brano da discoteca, ma soprattutto ho sempre pensato che il senso della mia vita si trovasse nelle relazioni, nell’amore, nella famiglia piuttosto che in una borsa firmata.

Vi metto qui la poesia, così poi vi dico la mia opinione:

Non ho smesso di pensarti,

vorrei tanto dirtelo.

Vorrei scriverti che mi piacerebbe tornare,

che mi manchi  e che ti penso.

Ma non ti cerco.

Non ti scrivo neppure ciao.

Non so come stai.

E mi manca saperlo”.

Hai progetti?

Hai sorriso oggi?

Cos’hai sognato?

Esci?

Dove vai?

Hai dei sogni?

Hai mangiato?”.

“Mi piacerebbe riuscire a cercarti .

Ma non ne ho la forza.

E neanche tu ne hai.

Ed allora restiamo ad aspettarci invano”.

E pensiamoci. E ricordami. E ricordati che ti penso, che non lo sai ma ti vivo ogni giorno,
che scrivo di te.  

E ricordati che cercare e pensare son due cose diverse.

Ed io ti penso ma non ti cerco”.

Che senso ha pensare a qualcuno senza avere il coraggio di contattarlo?

La vita è davvero breve, brevissima e non sappiamo quando arriverà la nostra ora, tra minuti o tra anni… e allora perché sprecarla a piangersi addosso o a evitare di cercare o pronunciarsi per paura di un rifiuto?

Bisogna viverla intensamente e con chi si ama, altrimenti non ha senso.

Ovviamente questo è il mio punto di vista e mi piacerebbe sapere qual è il vostro al riguardo.

Se volete potete usare il mio hashtag #amasempreamachivuoi per potermelo far sapere.

O semplicemente commentare qui.

Lavoretti con i bimbi

Pasqua si avvicina sempre più e sento spesso delle mamme lamentarsi perchè non sanno come far sentire la festività ai loro piccoli che ancora non vanno a scuola o peggio, a quei poveri bimbi che si ritrovano a dover fare i conti con l’influenza legata a questo lungo inverno che non vuol cedere il posto alla primavera.

Ovviamente anch’io ho avuto bisogno di idee e quindi vi voglio donare le tre opzioni che più mi hanno colpita.

 

  • Ghirlanda di pulcini e coniglietti: questo è un lavoretto semplice, carino e da poter appendere insieme ai bimbi. Il materiale da usare è facilmente reperibile e si tratta di: forbici, cartoncini colorati, colla, filo di lana o spago, mollettine a scelta e occhietti adesivi. Prima dovete creare gli animaletti, poi attaccateli al filo con le mollette e la ghirlanda è pronta per essere appesa.

 

coniglietto portacolori: anche in questo caso il materiale lo potete trovare molto facilmente poichè occorre del cartoncino, un rotolo di carta igienica, colla, forbici e un pennarello nero. Prima disegnate e ritagliate la base, poi attaccatevi il rotolo di carta igienica (intero o metà a seconda di quanto volete che sia alto), dopodiché potete attaccare le orecchie e infine disegnare con il pennarello quello che manca. Io utilizzerei lo stesso lavoro come portatovaglioli segnaposto sulla tavolata pasquale.

 

  • Biglietto personalizzato: questo è il lavoro con cui potete dare libero sfogo alla vostra creatività usando i materiali che più preferite. Avete bisogno di: cartoncino (bianco come in foto o colorato), colla, forbici e filo di lana (sostituibile con evafoam, carta crepla, carta crespa, ritagli di giornale o di stoffa etc…). Per prima cosa dovete procedere a ritagliare la figura che più vi sta a genio (coniglietto come in foto, uovo, pulcino), poi applicate con la colla il materiale scelto e richiudete il tutto.

La scelta di questi tre lavori non è stata casuale, poichè credendo molto nel riciclo creativo, ho voluto proporre qualcosa di semplice, ma nello stesso tempo bello, da poter realizzare in casa senza bisogno di uscire per acquistare ciò che serve.

Spero vi siano piaciuti e vi auguro Buon Lavoretto e Buona Pasqua.

Stampa i tuoi momenti!

La fotografia mi ha sempre appassionata, infatti ricordo d’aver sempre avuto una macchina fotografica fin dai primi anni del liceo. Era divertentissimo portare un rullino in stampa e poi andare a ritirarlo con la curiosità di vedere cosa ne era uscito fuori. Non vi nego che spesso c’erano foto che avrei preferito non stampare per quanto fossero orribili.

La tecnologia ci ha fatto perdere questo divertimento in quanto ormai vediamo subito il nostro risultato e ci sentiamo un po’ tutti dei fotografi amatoriali tra app e colori. Qualcuno ci crede anche troppo!

Ma, chi di noi non ha perso mai una foto a causa di un pc rotto da un momento all’altro o da un telefono che si è improvvisamente bloccato? A me purtroppo è successo e da quel giorno non intendo farmi prendere di nuovo alla sprovvista, quindi ogni tot di mesi stampo tutto.

Ho scoperto un’azienda che mi piace e non ha prezzi alti in cui, con una semplice app vi potete creare un fotolibro, delle calamite e qualsiasi altra cosa in pochissimo tempo.

È: MoonyLab e vi consiglio davvero di darci un’occhiata.

Oltretutto, fino a fine mese (31 marzo 2018) avete la possibilità di avere uno sconto del 10% inserendo il codice:

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Che aspettate??? Correte a stampare i vostri ricordi!

Empatia da mamma

Oggi scrivo questo articolo sul blog per sfogarmi, per far uscire fuori dalla mente e dal corpo le mie emozioni, purtroppo non positive, che mi sto portando dentro da quando ho seguito un servizio di Le Iene andato in onda qualche sera fa.

Vi riassumo brevemente la questione: un piccolo, ingenuo e fantastico esserino di poco meno di due mesi viveva in un appartamento pieno di tossicodipendenti, veniva allattato dalla madre tossicodipendente e, ahimè, è risultato a sua volta tossicodipendente.

Non ho nessuna intenzione di giudicare la madre o le persone che erano con lei in appartamento, tantomeno di parlare dei servizi sociali o di chiunque altro se ne potesse occupare, poichè non è affatto nella mia indole puntare il dito verso chi ha problemi o verso strutture che spesso sono abbandonate a se stesse. Voglio solo raccontarvi quanto questa storia mi abbia scossa, andando a toccare quelle corde sensibilissime che sono un genitore può avere e sentire; quell’empatia che impazzisce e si fa sentire con tutta la sua potenza.

Le persone che ci circondano ogni giorno, dicono spesso a Virginia che è una bambina fortunata e non perchè non le manca nulla, bensì perchè ha tante, tantissime attenzioni ed è amata.

Beh, una domanda mi sorge quasi nell’immediato: “Come si fa a non amare un essere indifeso qual è un neonato?”

Purtroppo nel mondo ci sono milioni di storie umane diverse e molte sono davvero tristi, tutti abbiamo problemi, più o meno grandi, ma una cosa è certa: i bambini vanno difesi a spada tratta.

Fin dall’adolescenza, ho sempre maturato la consapevolezza che i figli non sono di chi li fa, ma di chi se ne prende cura amandoli.

Sono passati quasi 15 mesi dal mio parto e sinceramente, mi spaventa un po’ il pensiero di affrontare di nuovo il cesareo o le coliche di un neonato, eppure sarei prontissima se mi dicessero di adottare un pargolo, accudirlo e trattarlo come fosse figlio mio a tutti gli effetti.

L’esperimento di Harlow è uno dei più famosi in materia di attaccamento ed è stato condotto su alcune scimmiette di macaco orfane di madre, a cui viene data la possibilità di scegliere d’essere accudite da sue diverse madri, una morbida e calda su cui potersi accoccolare è una metallica con un biberon. Morale della favola, i cuccioli si nutrivano velocemente e poi correvano a trascorrere il loro tempo abbracciati alla mamma morbida. Tutto ciò per dimostrare che il contatto fisico è di vitale importanza tanto quanto la somministrazione di cibo.

Ho sentito parlare di ospedali in cui dei neonati abbandonati hanno bisogno di coccole e, se quello della mia provincia lo richiedesse, ci andrei di corsa.

Scusate il piccolo sfogo, ma questo è davvero un tema che mi sta molto a cuore.

Donare amore non costa nulla, facciamolo per un mondo migliore!

Nuk, il primo ciuccio che abbiamo usato

Quando ero incinta, ho partecipato ad un corso di preparazione alla nascita privato in cui ci aiutavano nel rilassamento e nella relazione a tre che si era gia instaurata durante i 9 mesi.

Spesso ci regalavano quelle conosciutissime buste che arrivano anche a casa gratuitamente e che contengono gadget e libricini informativi su prodotti da utilizzare, come pulirli, o sull’allattamento al seno etc… il bello era che, dentro ognuna di essere trovavo sempre un ciuccio bianco carinissimo con un cuoricino disegnato. Beh, mi sono innamorata di quella marca e nel tempo ho acquistato altri prodotti, infatti gli ultimi acquisti sono stati 2 ciucci di Minnie.IMG_1191Qualche settimana fa, una delle mie giornate è stata allietata dall’arrivo del corriere ed il pacco conteneva dei prodotti Nuk e all’interno c’era:

  • Un biberon nature sense con 2 tettarelle di ricambio, studiato per il passaggio del bambino dal seno al biberon;
  • 2 ciucci in silicone da utilizzare in età differenti;
  • un comodo Bevimpara con beccuccio per la stimolazione del bambino verso il bere autonomamente;
  • fun cup, un pratico e bellissimo bicchiere con cannuccia

 

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Ho la fortuna d’avere un compagno molto attento e scrupoloso nei confronti dei prodotti che dobbiamo acquistare o provare per Virginia, quindi si è tempestivamente letto i libricini illustrativi di ogni singolo oggetto ed ha dato il suo benestare. Fatevela pure una risata su questo nostro modo esagerato di studiare tutto, siamo due precisini (lui moooooltooo di più) 😀

Se volete un’azienda seria e che ha a cuore il bene del vostro cucciolo, sceglietela, è una garanzia.

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Incentivare i bambini

Fino a qualche anno fa mi domandavo spesso qualche fosse il mio hobby, quale fosse la mia passione e non riuscivo a rispondermi. Ho sempre amato la danza e l’ho praticata per anni, esattamente fino a 19 anni, ma sempre a fasi alterne. Lo sport mi è sempre piaciuto, ma vederlo in tv mi entusiasmava di più. Sono politicamente attiva e grazie ad essa ho potuto conoscere persone meravigliose e affrontare con loro una campagna elettorale con Virginia nella pancia che mi faceva i dispetti procurandomi reflusso e nausea, ma anche questo, pur piacendomi tuttora, non mi faceva fare i salti di gioia.

Cinque anni fa ho avuto la possibilità di entrare col servizio civile in una ludoteca comunale e da lì mi si è aperto il mondo.

Fare il clown, soprattutto con bambini che si vogliono far crescere troppo presto, mi dava la carica.

Grazie a questa fantastica esperienza sono stata spronata a praticare il Truccabimbi. Credevo fermamente di non saper disegnare, figuriamoci di dipingere un volto, eppure sono rimasta sconvolta da quanto questo mondo mi appassionasse.

Spero sempre di crescere di più e sono sicura che Virginia sarà la mia modella, ma ciò che farò con tutta me stessa, sarà quello di non dirle mai che non sa fare un’ attività, ma incentivarla a provare e riprovare sempre. Solo così si coltivano le passioni.

I bambini possono diventare quello che sognano, ne sono certa.

Personalizzare l’auto

Da quando Virginia è nata il nostro super papà desiderava personalizzare le sua macchina con degli adesivi particolari, ma sinceramente i classici “Bimbo a bordo” o cose simili non ci sono mai piaciuti e per questo non ne abbiamo mai acquistati, anzi abbiamo regalato quelli che ci sono capitati sotto mano quando li omaggiavano nei supermercati o nelle parafarmacie.

Un giorno, girando su Instagram, mi sono capitate delle aziende che si occupano proprio di questo e precisamente una di esse ha attirato la mia attenzione, infatti essa realizzava adesivi  personalizzati davvero molto carini e, detto fatto, mi sono arrivati a casa, tutto all’oscuro del nostro caro Papà che all’arrivo è stato felicissimo della sorpresa.

Ve li mostro con una foto così potete capire meglio.

Come potete vedere dalla foto, non abbiamo scritto i nostri nomi perchè non rientra nei nostri gusti e abbiamo preferito il soprannome di Virginia, Brumbina. Eh già, così la chiamiamo noi, soprannome nato da un semplice nomignolo dato al latte che lei tanto ha amato fin dal primo giorno di vita e che le è stato attribuito così per caso (chi conosce Virginia sa quanto lei ami il cibo). Dalla foto potete già notare quanto siano divertenti e carini i personaggi che si possono scegliere, infatti io ho optato per un papà con barba e cresta, una mamma super con tanto di mantello e una semplice bambina al centro.

Per vedere con i vostri occhi la varietà di adesivi disponibili ed acquistarli, potete andare sul loro sito internet SonoNato e visitare la loro pagina Instagram SonoNato Instagram

Ma chi sono? L’azienda nasce nel 2006 e diventa subito leader nello shopping online per mamma, junior e bebè. Potete trovare centinaia di articoli unici, tutti realizzati in Italia e ad un piccolo prezzo. Il primo sito italiano dove poter acquistare la famiglia su adesivo e comporla in vari colori. Potete trovare la targa passeggino personalizzandola oltre che al nome e alla provincia anche con l’anno di nascita.

Come vi dicevo, sul sito potrete comporre i vostri adesivi auto scegliendo tra tantissime opzioni nelle sezioni: mamma, papà, bimbo grande, bimba grande, bimbo medio, bimba media, neonato, neonata, nonno, nonna, animali, gruppi (famiglia in autobus o in tandem), scritte particolari, simboli (cuori, corone, stelle, chiave di violino, note musicali, luna), ma non solo…potete trovare anche adesivi con bimbi a bordo, impronte di animali come cani, gatti, conigli, uccelli, piedi e mani; adesivi per la raccolta differenziata che potete trovare singoli o in kit con tutti i tipi di materiali; adesivi murali per le camerette che possono raffigurare orsi, aeroplanini, fatine, fenicotteri, scimmiette, dinosauri, alberi, sole, luna, stelle e tanto, tanto altro; adesivi murali per la casa dove potete scegliere tra mappamondo, città di Chicago, Hong Kong, Francoforte, New York, Londra, Barcellona o scritte personalizzabili a seconda dei vostri pensieri o delle vostre propensioni; etichette adesive per contenitori di ogni tipo o per colori e penne; decorazioni natalizie per vetrine, finestre o muri.

Vi sembra già tantissimo materiale? Vi sbagliate, ci sono anche tantissimi altri oggetti che potete personalizzare e magari regalare, come ad esempio portachiavi o accendini con foto, portaciuccio con scritta, targa per passeggino e chi più ne ha più ne metta.

Puoi scegliere tra oltre 300 disegni di personaggi, puoi personalizzare il nome e decidere tra i molti colori e se non c’è il disegno che più ti rappresenta scegli il pupazzetto stilizzato con il punto di domanda e loro lo disegneranno “come vuoi tu”: basta inserire la descrizione di come deve essere.

Puoi scegliere tra tantissimi disegni sempre in aggiornamento, li puoi personalizzare con il nome del bambino e decidere tra i tantissimi colori disponibili. Tutti gli stickers sono lavabili, facili da attaccare e non rovinano le superfici sottostanti.

Una volta spedito l’ordine, arriverà tutto a casa vostra in sole 48h.

Ci tengo molto a precisare che questa è un’azienda italiana che produce i suoi prodotti nel nostro paese e questo a mio avviso non è di poco conto oggi come oggi.

Spero di avervi aiutato consigliandovi nel migliore dei miei modi possibili e che in caso di acquisto, rimarrete soddisfatti. Se invece avete già avuto a che fare con loro, scrivetemi e ditemi cosa ne pensate e come vi siete trovati.

Buono shopping.

Come tutelare i bambini dal Truccabimbi

Ogni mamma, prima o poi, si troverà a dover partecipare a feste di compleanno e ad imbattersi in animatrici/ori professionisti e non. Questa figura non si occupa solo di giochi o sculture di palloncini, infatti sempre più spesso gli viene richiesto di truccare i bambini.

E’ sempre più frequente trovare giovani senza occupazione che si improvvisano in tale mestiere pensando di esserne capaci, che ci voglia poco ad intrattenere i piccini o che sia un gioco da ragazzi fargli due disegnini sul viso.

Peccato che siano lontanissimi dalla verità!

In questo articolo non voglio soffermarmi su queste figure o su cosa fa un animatore, anche perché ce ne sarebbe da dire, piuttosto voglio parlarvi del conosciutissimo TRUCCABIMBI (ci tengo a precisare che chi si forma in tal materia preferisce chiamarlo Face Painting).

Ormai sono gli stessi bambini a richiederlo e pretendono delle precise maschere a seconda del loro idolo attuale o del cartoon che va di moda. Fin qui tutto fila e tutto è normale.

Adesso mi rivolgo alle mamme porgendo loro qualche domandina: “Dopo aver permesso a queste figure di truccare vostro figlio, è stato semplice rimuovere il trucco o siete rimaste traumatizzate talmente tanto da evitare che ciò accada di nuovo?”

Vi darò qualche info che vi permetterà di tutelare la pelle dei vostri bimbi, così da non inciampare in prurito, eritemi cutanei, dermatiti, aloni che non vanno via neppure il giorno seguente…

Prima di tutto osservate la postazione della truccatrice se è pulita, se ha dell’acqua, tanti pennelli e colori assortiti (se vedete tempere o pennarelli, scappate!).

I colori devono essere ipoallergenici, utilizzabili di regola dai 3 anni in su. Potrebbe non succedere nulla se sono buoni e truccate un bambino più piccolo, ma comunque le aziende specificano l’età (personalmente ancora non ho mai truccato mia figlia di 14 mesi).

Poi chiedete alla truccatrice con cosa potete togliere il trucco prima di andare a dormire e la risposta dovrà essere “Con ACQUA!. I colori per la pelle devono togliersi con l’acqua o al massimo con un po’ di sapone delicato. Vi parlo sempre di me perché mi trucco regolarmente con questi prodotti e vi assicuro che quelli migliori li tolgo tranquillamente sotto la doccia senza neppure strofinare troppo il viso.

Se non avete con voi delle salviette imbevute, date un’occhiata sulla postazione e controllate se ne vedete, così da chiederne un paio in caso vostro figlio abbia prurito.

Sono sicura che qualche mamma mi reputerà esagerata, ma negli anni molte mamme sono diventate contro il truccabimbi a causa di persone che non usavano i giusti prodotti. Capisco che il costo di un colore non è affatto basso, ma personalmente preferisco dormire sonni tranquilli e pensare di aver fatto felice un bambino senza procurargli nessun problema.

Vi lascio qualche mio trucco e rifletto ad alta voce: “Sono quasi certa che mia figlia non si farà truccare facilmente nelle feste di compleanno e tutto questo per colpa mia!”

Giocando si mangia

Virginia, come molti bambini della sua età, preferisce usare le mani che le posate per mangiare e mi pare anche più che logico visto che all’inizio è molto difficile impugnare un cucchiaio e farlo arrivare fino in bocca.

Poi mi è stata data la possibilità di provare dei cucchiaini con un’impugnatura studiata appositamente per le mani dei piccoli mangiatori di pappine.

Vi giuro che all’inizio ero titubante, ma usandoli mi sono dovuta ricredere. La mia pupa riesce a prendere il cucchiaino e a mangiare da sola, ovviamente sporcandosi non poco, ma quello fa parte dei giochi. Non credo ci sia bisogno di raccontarvi l’emozione per me che sono la mamma.

I magici cucchiaini in questione sono di icanspoon e potete trovarli sia sul loro shop online diretto, cliccando sul link che vi ho inserito, sia su Amazon. Li potete acquistare in sei bellissimi colori e arriveranno a casa vostra in men che non si dica.

Provatelo e fatemi sapere.